Presentato lo studio realizzato da Ipsos per l’Osservatorio Giovani dell’Istituto Toniolo, realizzato con il sostegno di Fondazione Cariplo.

Il modo di apprendere, insegnare e pensare nell’era dell’intelligenza artificiale sta cambiando. Il tema è stato affrontato nell’ultima indagine Ipsos per l’Osservatorio Giovani dell’Istituto Toniolo. La ricerca è stata realizzata con il sostegno di Fondazione Cariplo. Lo studio esplora il rapporto tra gli adolescenti e l’IA, analizzando come ne influenzi lo studio, la comunicazione e la quotidianità. Dalla ricerca emerge una generazione curiosa, che non vede l’IA come una minaccia ma come un’opportunità da conoscere, comprendere e utilizzare con senso critico. I ragazzi chiedono di essere accompagnati in questo percorso di scoperta, con adulti e insegnanti pronti a guidarli e dialogare con loro. La ricerca ha coinvolto più di 1.150 adolescenti italiani tra i 14 e i 19 anni per capire come vivono e utilizzano l’intelligenza artificiale nello studio e nella vita quotidiana. Il 56% ha dichiarato di utilizzarla soprattutto nei momenti di sovraccarico di lavoro. Il 61% condanna l’uso “furtivo” e non dichiarato dell’IA. Il 54% rinuncerebbe ad utilizzarla se i docenti lo chiedessero. Il 46% pensa che vietarla del tutto renderebbe lo studio difficile. I ricercatori spiegano che dai dati emerge come i ragazzi chiedono soprattutto occasioni ed opportunità per capire e decidere insieme come usare l’IA. Da questa esigenza nasce “Patti ChIAri”, una nuova proposta didattica di Parole O_Stili: un laboratorio partecipato in cui studenti e docenti costruiscono insieme un patto per un uso consapevole e responsabile dell’intelligenza artificiale. L’iniziativa è stata presentata lo scorso 18 ottobre nell’Aula Magna dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano durante il panel intitolato “IA. Come ci ha cambiati e come sta trasformando la didattica”.

Abdollah Daryf – 1 B



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