Oggi voglio parlarvi della Giornata del Rispetto. Si celebra il 20 gennaio ed è stata istituita da una legge dello Stato per ricordarci una cosa fondamentale: il rispetto degli altri. Il rispetto significa non fare del male, né con le mani né con le parole. Significa non umiliare, non escludere, non prendere in giro. Vale a scuola, sui social, nei messaggi, nei giochi, ovunque. Questa giornata nasce per prevenire e contrastare il bullismo e il cyberbullismo. Il bullismo fa male al corpo e al cuore. Il cyberbullismo fa male anche quando sembra solo uno scherzo. Ma uno scherzo che ferisce non è mai uno scherzo. La Giornata del Rispetto è dedicata alla memoria di Willy Monteiro Duarte. Willy era un ragazzo come tanti.
Nel 2020 è stato ucciso perché ha scelto di difendere un amico in difficoltà. Ha scelto il rispetto, il coraggio, la solidarietà. Ha pagato con la vita una scelta giusta. Quest’anno questa giornata è dedicata anche a Youssef Abanoub. Aveva 18 anni. È stato ucciso in classe, da un compagno, nella scuola che avrebbe dovuto proteggerlo. Una tragedia che ci riguarda tutti. Perché la violenza non nasce all’improvviso. Nasce dal disprezzo, dall’odio, dall’indifferenza. La scuola è il luogo dove si impara a vivere insieme. Non solo matematica o italiano. Si impara a rispettare, ad ascoltare, a chiedere aiuto. E anche a offrirlo. Rispetto significa anche non restare in silenzio. Se vedi qualcuno in difficoltà, non girarti dall’altra parte. Se sei vittima, parlane. Se sei testimone, aiuta. Ognuno di noi, ogni giorno, può scegliere. Scegliere parole che non feriscono. Scegliere gesti che proteggono. Scegliere di stare dalla parte giusta.

Abdollah Daryf 1B

Ascolta “Podcast Giornata del rispetto” su Spreaker.


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